Gambesecche
Il cappello ha un delicato color dorato tendente al marroncino, con un
forma bombata, più o meno evidente secondo il grado di maturità. Le
lamelle sono rade, sode, color crema. Il gambo è lungo e sottile, la
polpa è soda. Le gambesecche (Marasmius oreades) prediligono i prati di
pianura come quelli di montagna dove crescono a gruppi molto numerosi.
Hanno un profumo e un sapore delicato che ricorda la nocciola. Le migliori
hanno il gambo rigido e non flaccido.
Come cucinarle. Oltre a trifolarle e usarle nella preparazione di sughi e
contorni, possono essere essiccate.
Trombette
Prendono il nome dal cappello a forma di cono rivolto verso l’alto, simile
a una cornucopia dal colore grigio scuro o nerastro. I bordi sono sfrangiati
o ondulati. Il gambo è breve e la maggior parte della polpa è contenuta
nel cappello. Le trombette (Craterellus cornucopioides) crescono nei luoghi
molto umidi dei boschi di querce, castagni e faggi. Per le loro
caratteristiche di forma e di colore si riconoscono facilmente.
Come cucinarle. Trifolate con
aglio e prezzemolo; in sughi per condire paste o risotti, stufate con
patate o per insaporire zuppe miste.
Cardoncelli
Assomigliano a grossi imbuti un po’ appiattiti, con un gambo breve
sormontato da un cappello che può superare 15 cm di diametro. Il colore
varia da grigio perla a grigio bruno, le lamelle sono bianche e la polpa è
soda. Anziché crescere nei boschi umidi, amano le praterie aride e crescono
vicini agli eringium (detti anche cardoni) e alle ferule, ombrellifere
giganti tipiche del territorio sardo, siciliano e pugliese. Non a caso, i
nomi botanici delle due specie tipiche (Pleurotus eryngii e Pleurotus
ferulae) ricordano l’habitat di origine.
Come cucinarli. Al forno o
alla griglia, conditi con olio, aglio e prezzemolo, gli esemplari più
grandi. In umido, con pomodoro, patate e aromi, i cardoncelli più
piccoli.